“…quel risuonare ritmico e naturale scandisce un orario; lo stesso, da sempre, per sempre.”
Molto bello tutto. Talmente bello che aggiungere altro sarebbe come profanare il luogo sacro di un ricordo, tuo.
mi mancava passare di qui.
mancavi tu.
ciao Lù.
Guardo nel vuoto, Luca, e sento la tua voce. Poi mi rendo conto che sto piangendo. E davvero bellissimo.
09/01/2012 at 8:33 pm
Già, a volte non serve spiegarsi agli altri e nemmeno a se stessi…
Acerbio disegna silenzi che sono come poesie scritte nell’acqua. Un essenziale invisibile agli occhi che resta impresso tra solitudini e stelle bambine.