“Lo zorziano appartiene a qualcuno e possiede qualcuno”
“ognuno di quei feromoni esige casa, automobile, vacanze e, possibilmente, l’amico con cui farlo”
“se si ammazzano sono vivi”
Una volta, durante i miei viaggi spaziali, a causa del mio difettoso senso dell’orientamento (il navigatore cellulare non era ancora stato inventato e, comunque, non avrei saputo usarlo), mi sono persa. Sono finita così in uno strano posto e, attratta dagli enormi cartelloni pubblicitari che troneggiavano ovunque, ho deciso di fermarmi per un po’.
Quando sono scesa dalla mia navicella spaziale, ho visto che tutti gli abitanti si sono fermati ad osservarmi, e mi sono sentita un po’ a disagio. Loro mi hanno immediatamente percepita come aliena, e così, scorgendo nei loro volti un’espressione poco amichevole, ho pensato bene di ripartire immediatamente. La vastità dello spazio, che prima mi spaventava, improvvisamente mi è apparsa come un luogo mille volte più confortevole e sicuro di quello strano pianeta su cui ero finita per errore.
Ah, quel pianeta si chiamava Zorze.
Ascoltando la tua bellissima narrazione, ho capito, di non essermi persa nulla.
14/06/2011 at 12:26 pm
“Lo zorziano appartiene a qualcuno e possiede qualcuno”
“ognuno di quei feromoni esige casa, automobile, vacanze e, possibilmente, l’amico con cui farlo”
“se si ammazzano sono vivi”
Una volta, durante i miei viaggi spaziali, a causa del mio difettoso senso dell’orientamento (il navigatore cellulare non era ancora stato inventato e, comunque, non avrei saputo usarlo), mi sono persa. Sono finita così in uno strano posto e, attratta dagli enormi cartelloni pubblicitari che troneggiavano ovunque, ho deciso di fermarmi per un po’.
Quando sono scesa dalla mia navicella spaziale, ho visto che tutti gli abitanti si sono fermati ad osservarmi, e mi sono sentita un po’ a disagio. Loro mi hanno immediatamente percepita come aliena, e così, scorgendo nei loro volti un’espressione poco amichevole, ho pensato bene di ripartire immediatamente. La vastità dello spazio, che prima mi spaventava, improvvisamente mi è apparsa come un luogo mille volte più confortevole e sicuro di quello strano pianeta su cui ero finita per errore.
Ah, quel pianeta si chiamava Zorze.
Ascoltando la tua bellissima narrazione, ho capito, di non essermi persa nulla.