10 febbraio, 2010 di Luca
Molta gente ha vergogna ad acquistare prodotti intimi. Come darle torto? In farmacia, sotto il bianco super partes, hanno pur sempre un cazzo o una figa. Necessari per accompagnare con brama o ilarità l’immagine che comunque si fanno di voi nudi ad armeggiare. E allora che fare? Io avrei un’idea.
In tempi di crisi occorre inventare nuovi lavori, e oggi c’è proprio bisogno di bravi BPS. Brave Personal Shoppers. Tizi che, dietro modica provvigione, vanno coraggiosamente al posto vostro a comprare supposte, lubrificanti, Preparazione H, Il Fatto Quotidiano. Il numero uno in Italia sarebbe senza dubbio Silvio Berlusconi.
Voglio dire, Berlusconi suggerisce per telefono alle prostitute come masturbarsi. Sarebbe capace di prendere due scatole di preservativi alla frutta e rivenderne una al farmacista come ricostituente multivitaminico. Non è mica fifone come voi. Sarebbe capace di riciclare barzellette naziste alle regionali sarde tenendo sotto(sopra)spalla il figlio del suo ex commercialista candidato alla presidenza. E poi andare al parlamento israeliano pitturato di marrone e narrare come sua mamma salvò gli Ebrei durante la II Guerra Mondiale. Salutando con un Iran cacca pupù, così magari quelli la prendono a male e il negro (come si chiama pure…? Ah, sì: Mister Obamaaa) trova un’altra scusa per dare aria ai suoi droni.
Se invece siete abbastanza audaci proponetevi. Non occorre essere alfabetizzati. Basta pitturarsi la faccia. Basta spararle più grosse degli altri. Ma non fatevi illusioni, potrete ambire al massimo a essere secondi. Pronto, Silvio? Mi servirebbero ottanta cazzi di gomma per stasera. Autografati da Beckham?! Grazie, sei il massimo!
Tag: afghanistan, ahmadinejad, beckham, Berlusconi, bps, brave personal shopper, cappellacci, condom, daddario, dildo, diplomazia, droni, Emilio Fede, fatto quotidiano, figa, Guerra, guerra mondiale, hamas, iran, israele, knesset, nazismo, obama, pakistan, preparazione h, Satira, satira politica
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7 dicembre, 2009 di Luca
(Sociobiopsicovariazioni su un documentario tv).
Periferia di una cittadina californiana, tre volpi: Fred, Ginger, Nonnavolpe. Nonna cresce i nipotini (la mamma credo sia scappata con un cubista cubano): gli insegna a cacciare i topi, scavare le tane, chiamare col #31#. I piccoli crescono bene, così dopo 16 mesi Nonna li invita fuori dai coglioni. Qui le vite dei fratelli si dividono.
Fred si addentra in campagna: deve sopravvivere al freddo, ai serpenti, alle vedove nere. E non ha il wi-fi. Ginger resta in città: impara a mangiare gli scarti di Big Mac, ad attraversare sulle strisce, e scrocca ancora il salotto di Nonna.
Passa un inverno. Fred è provato nello spirito e nel fisico, Ginger ha la cellulite. Fred declina le pressioni nuziali delle vedove nere e riprende il suo viaggio. La legge lo tutela, ma se finisse in una proprietà privata autorizzerebbe il TizioJohnny di turno a riempirgli il musetto di piombo. Un gioco impari, considerato che Fred non può collegarsi al sito del catasto. Per Ginger è ora di darla via, e vaglia esemplari di Tiziovolpe.
Qualche mese dopo Fred prende infine residenza in una discarica: mangia topi e veglia carcasse di sogni americani. Ginger ha copulato con Tiziovolpe ed è incinta. Si porta ancora dietro quella fonte di saggezza di Nonna, che alleverà il pronipote mentre Ginger passa le giornate su facebook o fa shopping con la carta di Tiziovolpe.
Fred vede ruspe gigantesche che rivoltano il terreno. Non sa se tra un mese quella campagna sarà cemento, si alza ogni mattino e caccia il suo topo. Ma nemmeno i Tiziruspa sanno che succederà: obbediscono a degli ordini. E anche i Tiziordini sono ruota di un ingranaggio, e così via. Nessuno decide nulla, eppure devi muovere il culo se non vuoi che te lo ricoprano di cemento. E più muovi il culo, più dovranno muoverlo gli altri perché non gli accada lo stesso. Ma se trovi il ritmo giusto riesci a goderti il tuo rhum e sorcio al sabato sera o una fugace libatina domenicale a Ginger prima del calcio d’inizio. E allora che aspetti? Corri, volpe.
Tag: anarchia, calcio, california, figli, fred & ginger, g8, genitori, humor, Ironia, rivoluzione industriale, Satira, società, Umorismo, vita, volpe
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5 dicembre, 2009 di Luca
Politici e giornalisti urinano? Se sì, come?
Walter Veltroni: si domanda se impugnarlo con la destra o la sinistra. Mentre argomenta gli scoppia un rene.
Vittorio Feltri: esce sul pianerottolo e annega i cactus del portiere bamba.
Antonio Di Pietro: sfrega la schiena nuda sulla corteccia di quercia ululando. Poi sprigiona per quaranta minuti filati ed è a posto per settimane.
Luigi De Magistris: come Di Pietro. Ma con perizia linguistica.
Pier Ferdinando Casini: battezza il cesso disegnando croci col getto mentre fischietta Jesus Christ Superstar.
Vittorio Sgarbi: riempie ampolle di cristallo che rivende a prezzi milionari su ebay. A sé stesso.
Rosy Bindi: ha detto basta molti anni fa.
Maurizio Gasparri: pinza l’adipe attorno l’ombelico mentre il caldo gli avvolge le cosce. Crede sia una coincidenza, non stupitelo.
Massimo D’Alema: no, non è ancora il momento. Vedremo domani. O dopodomani.
Daniele Capezzone: un rabbocco alla boccetta della lacca.
Giulio Andreotti: per pochi secondi i rubinetti di Palermo tornano a erogare.
Niccolò Ghedini: ha stabilito il pisello in bagno. Gli scrive una diffida ad adempiere quando ha tempo.
Marco Ferrando, Nichi Vendola, Paolo Ferrero: si riuniscono ogni martedì per raggiungere i 4 cl. Un giorno riusciranno.
Bruno Vespa: con una mano regge la telecamera, con l’altra plasma piscio e bozze dei suoi libri nel prossimo plastico. Purtroppo ride e l’inquadratura viene mossa.
Sandro Bondi: va a Ballarò e gli suda la pelata.
Silvio Berlusconi: con doppio battito di ciglia attiva un arcangelo siderale che gli sugge la vescica e si vaporizza nell’etere.
Emilio Fede: corre felice per prati rotolandosi nella rugiada divina. Alza una gamba e si fonde col Tutto.
Tag: andreotti, Berlusconi, bindi, bruno vespa, capezzone, Casini, comunismo, d'alema, De Magistris, di pietro, Emilio Fede, feltri, gasparri, ghedini, humor, piscio, Satira, satira politica, sgarbi, Umorismo, urina
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24 agosto, 2009 di Luca
Ero alla fermata del 14 di Via Rizzoli, cercavo refrigerio adagiando i seni sui panama di due turiste di Panama, e mi sono passati accanto Prodi e consorte a passeggio. Dovevate vedere che fierezza, che postura maschia, che baffi membruti. E anche Romano era in splendida forma. Prodi mi affascina. Ha dipinta in viso la beatitudine imperturbabile di chi, cercando la toilette, ha sbagliato porta e ha trovato per caso il Nirvana. E l’ha fatta lì dentro, nel Nirvana!
Ho avuto l’ardire di scambiare due parole con lui:
«Presidente, quando ci libereremo di Berlusconi?»
«Volevo farle la stessa domanda, sa?»
«Ma Presidente, mi dia una speranza!»
«Senta Prodi, quello col cellulare di Godzilla è lei, mica io. E poi perché mi chiama presidente?»
«Per depistare i lettori del suo blog.»
«Ah, capisco. Premura superflua, il mio blog non ha lettori. Come il suo libro sull’orgasmo bilocato dell’istrione socialista.»
«Io ho scritto quel libro?»
«No, l’ha scritto Mastella. Ma l’ha fatto pubblicare a suo nome minacciando di far cadere il governo. Comunque sono contento di vedere che lei esiste, temevo fosse un ologramma di Mediaset.»
«Io ho scritto quel libro?»
«Vabbé Prodi, è arrivato il 14. Ciao.»
«Ma come si permette? Guardi che io ho pisciato nel Nirvana!»
«Ok Prodi, ciao.»
Non scrivo più sul blog, è vero. Il fatto è sono pensieroso da quando mio padre mi ha dichiarato guerra. Incredibile, no? «Scusate papà, oggi potrei mangiare al tavolo anch’io, che ho mal di schiena?» «Sei scemo? È guerra! Fuori da casa mia, fuori dalle mie palle!» Così è la vita. Io di guerra capisco poco. Per me guerra sono i teschietti di Falluja essiccati dal fosforo bianco. Oppure le vertebre irachene spappolate da quei missili intelligenti come Giuliano Ferrara. Ma quelle cose esistono solo in tivvì. Un po’ come l’autopsia: non immagini mai che possa toccare a te. Basta girare canale e trovi il Tantum Verde. Ma vabbé. Io sono di poche parole. Sto imparando a inviare diarree fulminanti tramite la meditazione trascendentale. Cosa c’entra questo con mio padre? Assolutamente nulla.
Inoltre il benzinaio mi ha trovato un cancro al nefertotile. È una forma maligna incurabile. Per mia fortuna non so dove sia questo nefertotile, quindi finché permango nella mia ignoranza sono salvo. Ma non appena dovessi scoprirlo, la mia mente darebbe via libera al morbo e sarei morto in un paio di giorni. La cosa mi turba dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16 a fine servizio. Voglio dire, mi tengo ben lontano dai libri di medicina, ma il pericolo è ovunque. «Boccasana, ma fai il bidet col Tantum?» «Certo Culobruno, da oggi sgrassa anche il nefertotile!» Venti secondi di spot, ed eccomi defunto. Non che io abbia paura della morte, solo che prima vorrei perfezionare la mia meditazione trascendentale. E pisciare nel Nirvana.
Pare che ci riesca poi possa battere Berlusconi alle elezioni. Prodi ne è la conferma, anche se ha dovuto reggere pure il birillo di Mastella. Baffino lo sa, ma tiene il segreto. Veltroni ha raggiunto il Nirvana, ma i calcoli renali gli hanno impedito di liberarsi. Rutelli ha provato a urinare su un cd dei Nirvana, ma si è solo schizzato le gambe. Siate fiduciosi. Berlusconi ha i millenni contati.
Un accorato appello ai guerrafondai piccoli e grandi del mondo: ciucciatemi il cazzo. E Ωttenti Ωi crΩmpi intestinΩli…
Tag: boccasana, bologna, cancro, cazzo, culo, d'alema, famiglia, figli, genitori, giuliano ferrara, godzilla, Guerra, humor, Ironia, Mastella, meditazione trascendentale, nirvana, panama, romano prodi, rutelli, Satira, satira politica, silvio berlusconi, tantum verde, Umorismo, Veltroni
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1 maggio, 2009 di Luca
Un giorno capisci che ci sono anche gli altri: quel giorno capisci che ti hai. Gli dei del villaggio ti allevano, ti insegnano, ti mettono alla prova. Ripensandoci non sono dei, non ora che il totem plaude alla tua virilità. Affondi i denti nella vita, per un istante sfidi i muscoli dell’universo. E vinci. Poi docile ritiri nella testa. Allevi, insegni, metti alla prova. Guardi in alto: gli dei ti sorridono. Quello che non hai è quel che non ti manca.
Venti o trenta mila anni terrestri sono nulla quando non ci sei, unica sala d’attesa che non reca noia. Dal futuro, col mal di mare e il piede fetente, veleggiano incontro. Guardi in alto: se sia l’inizio o la fine è bisbigliato tra le nuvole. La storia è scritta dai giusti. Quello che non hai è piombo, veleno e malattia. E qualcuno dice che ti manca. Col totem ti ci impalano, perché sei diseducato al progresso. Imparerai.
Altri cinquecento anni. Sei esponente massimo del progresso, ma la tua casa è di nuovo una tenda. Ironia doppia: sopra c’è scritto Quechua. Ti alzi di buon’ora e vai a caccia. Per cento lattine d’alluminio col muso del bisonte ti danno un dollaro. Guardi in alto: il totem Ronald ti sorride. Cinque morsi per riempire la pancia, tre per esportare civiltà in terra di nuovi inconsapevoli bisognosi. Quello che non hai sei tu. Ti manca?
Tag: america, chivington, colombo, colonialismo, crisi, fabrizio de andré, genova, Guerra, l'indiano, mc donald, nativi, neocon, obama, pellerossa, quechua, quello che non ho, sand creek, subprime, usa, wall street, wto
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20 marzo, 2009 di Luca
Il preservativo non protegge dall’AIDS, declama la mitraglietta teutonica. Ma il trucco è vecchio, e le dodici nigeriane disabili minorenni non abboccano, pretendendo invece un rapporto protetto. Peccato, sarà per la prossima volta.
In Africa, all’anno 2009, è in preoccupante aumento il fenomeno per cui donne lesbiche vengono rapite, stuprate dal gruppo, e infine trucidate. Così tornano al Mittente come vere femmine, depurate di quella piega demoniaca che avevano pericolosamente preso. Fortunelle ingrate.
A poco o nulla sono servite le recenti legislazioni sulle libertà civili. Una legge non cancella secoli di credenze e convinzioni sociali, che cambiano solo col medesimo processo.
Santità, che è dotto teologo, questo lo sa. E dunque, dopo aver sfilato colla sua mitra Primavera-Estate 2009, afferma che la soluzione all’AIDS è l’astinenza. Ossia, in un continente sfruttato e affamato alla morte per illudere ancora qualche paese occidentale che la ricchezza in cui vive sia reale; in un mondo devastato da guerre sociali intestine; in una terra ingannata, violentata e umiliata, un anziano biancovestito va a riciclare sensi di colpa sottocosto. Geniale.
Poi Santità riparcheggia i sacrosanti lombi sul Vatikan Jet e torna a palazzo. E’ lì che prepara i suoi discorsi. Niente come la garbata fragranza di tonnellate d’oro e titoli adagiati sotto al culo stimola discorsi sull’astinenza altrui.
Se quelli vivono come bestie, l’unico modo per affrancarli dal mondo animale è proprio negargli l’unica risorsa rimastagli (Il culo è la miniera d’oro dei poveri, recita la saggezza popolare). Essere infallibili è un lavoro di biblica fatica, rinunciate a concepirne la portata.
Caro Joseph Alois Ratzinger, se sei veramente più vicino a Dio, Super Goof e la Tigre dei Frosties di quanto lo sia io, dì pure loro di incenerirmi in questo istante. Sempre che non abbiano perso il super-udito con gli anni, si capisce.
Un umile cercatore.
Tag: africa, aids, bibbia, Chiesa, condom, culo, darfur, dio, diritti umani, fame nel mondo, fao, fmi, icc, icj, ior, Ironia, oms, onu, papa, preservativo, Ratzinger, Satira, sfogo, stupro, sudan, super goof, Umorismo, vaticano, wto
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5 febbraio, 2009 di Luca
Ultim’ora: Beppino Englaro rivela che Eluana era lesbica. Ratzinger si offre volontario per la lapidazione.
Gente: questa maledetta ipocrisia ci brucia gli alveoli, e ogni giorno abbiamo il fiato più corto. Smettiamola di dare il cervello in franchising a mamma tv, e andiamo a riprenderci una parvenza di umanità.
No, non sono tornato. Però non sono neanche morto. Fifty-fifty. Ciao.
Edit: La terza repubblica di Berlusconi
Sapete cosa vuol dire quando il Parlamento non conta più nulla e le sentenze della Corte costituzionale sono ribaltate da decreto legge del governo? Esatto, che il Milan forse tiene Beckham. Certo che finché i video di Berlusconi non ve li fanno vedere in bianco e nero, traballanti, col logo dell’istituto Luce proprio non ci arrivate…
Tag: bagnasco, beppino englaro, Berlusconi, bruno vespa, cattolicesimo, eluana englaro, eutanasia, giuliano ferrara, humor, ipocrisia, Ironia, italia, italy, lapidazione, lesbismo, omosessualità, Ratzinger, Satira, tv
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1 dicembre, 2008 di Luca
But first, one more thing:
-Ultim’ora-
Berlusconi elogia gli ultimi 15 anni di operato dei suoi fedeli. D’Alema arrossisce e minimizza.
Mumbai: si aggrava il bilancio degli scontri: sono finiti i Mon cherì.
Busta minatoria al Ministro Alfano. All’interno due ossi e un collare.
Bibbiatax: Una nuova interpretazione del Vangelo di Luca porterà l’otto per mille al dodici.
Trionfo per Renzo Bossi, che, con la terza bocciatura alla maturità, palesa di meritare la Segreteria leghista.
La cella di Olindo e Rosa live 24h sul digitale terrestre. Per interagire premere il tasto verde del telecomando.
Esclusiva intervista dello psicologo Crepet al maltempo: Mi dipingete come un mostro, ma anche io ho un cuore.
Oggi in libreria L’apologia del maltempo, di Vittorio Sgarbi.
Michael Jackson si converte in una spezia da risotto.
-
A chi in questi undici mesi esatti ha timbrato la zampa nei commenti, e a chi ha solo osservato. Grazie e arrivederci.
Luca
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30 novembre, 2008 di Luca
S’infittiscono le mail di nerd e sciiti che mi chiedono come avere più successo con le donne. Come? Semplice: compratevi sette computer femmine.
Liquidarla così però pareva brutto, e allora riporto lo stralcio di un carteggio tra Bobo Vieri e un parcheggio. Tema: l’approccio.
Poniamo che state aspettando l’autobus da mezz’ora, e ormai avete maledetto l’intero Pantheon (parenti acquisiti compresi), quando improvvisamente i vostri timpani sono dolcemente masturbati dalla più suadente melodia vocale mai udita. Girate il capo in direzione dello zuccheroso flusso verbale e scorgete un’eterea pulzella. Che fare? Vi tirate su la zip dei pantaloni, pensate a una frase ad effetto (non il banalissimo sai che ore sono?) e vi fate coraggio. Esempio:
- Scusa, posso chiederti una cosa?
- Uh, sì?
- Secondo te è più lunga la distanza tra il dischetto e la linea di porta o l’intestino di Marco Travaglio?
- Eeeh?
- Ehm, volevo dire, sai che ore sono?
- Le cinque e mezza. Ma l’ho appena detto a quel signore, non hai sentito?
- No: da piccolo sono caduto in una pozzanghera ghiacciata e ho perso il 70% dell’udito.
- ….
- Per salvare un panda.
- Oooh!
- Un cucciolo di panda.
- Ooooooh!
- Che stava per diventare spiedini.
- Ooooooooooh!
[Da qui avanti con le proprie gambine]
Tag: assurdo, autobus, christian vieri, donne, humor, intestino, Ironia, mac, marco travaglio, masturbazione, nerd, pantheon, parodia, relazioni umane, Satira, satira sociale, sciiti, sunniti, Umorismo, uomo, wwf
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